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BIM


Farre+Stevenson Architettura integra metodologie BIM e HBIM nella progettazione di edifici nuovi, nella trasformazione del patrimonio esistente e negli interventi sugli immobili storici. Il modello informativo viene utilizzato come strumento di conoscenza, coordinamento e controllo del progetto, non come semplice rappresentazione tridimensionale.

Il BIM consente di organizzare in un unico ambiente digitale geometrie, caratteristiche costruttive, materiali, dati tecnici, elaborati e informazioni utili alle diverse fasi dell’intervento. L’HBIM applica lo stesso principio agli edifici esistenti e storici, mettendo in relazione rilievi, documenti d’archivio, fasi costruttive, trasformazioni e informazioni sullo stato di conservazione.

Il BIM come metodo di progettazione

Un modello BIM non è soltanto un modello 3D. È una struttura informativa dalla quale possono essere sviluppati e coordinati elaborati grafici, abachi, quantità, dati tecnici e documentazione di progetto.

La costruzione del modello avviene in relazione agli obiettivi dell’incarico e al livello di approfondimento realmente necessario. Geometrie e informazioni vengono quindi organizzate evitando sia modelli insufficienti, sia un eccesso di dettaglio privo di utilità per il progetto.

Il processo può supportare:

  • studi preliminari e valutazioni di fattibilità;
  • progettazione architettonica definitiva ed esecutiva;
  • coordinamento tra architettura, strutture e impianti;
  • produzione coerente di piante, prospetti, sezioni e dettagli;
  • elaborazione di abachi e quantità;
  • verifica delle interferenze e delle criticità progettuali;
  • gestione delle varianti e aggiornamento degli elaborati;
  • organizzazione delle informazioni utili al cantiere e alla gestione dell’edificio.

Progettazione BIM per edifici nuovi

Nella progettazione di nuovi edifici, il modello informativo permette di sviluppare in modo coordinato il progetto architettonico e di verificarne progressivamente gli aspetti dimensionali, funzionali, costruttivi e prestazionali.

La relazione tra gli elementi del modello consente di mantenere maggiore coerenza tra le diverse rappresentazioni del progetto. Una modifica correttamente gestita può essere recepita nelle piante, nelle sezioni, nei prospetti, negli abachi e negli altri elaborati collegati, riducendo incongruenze e duplicazioni.

Il modello può inoltre costituire la base per il confronto con strutturisti, impiantisti, consulenti energetici e altre figure specialistiche coinvolte nell’intervento.

BIM per la ristrutturazione e il patrimonio esistente

Negli interventi sull’esistente, la modellazione deve partire dalla conoscenza critica dell’edificio reale. Il modello non può essere considerato una rappresentazione astratta o idealizzata, ma deve restituire con chiarezza le condizioni rilevate, le irregolarità geometriche, le stratificazioni e le trasformazioni intervenute nel tempo.

In funzione dell’incarico, il modello può distinguere:

  • stato attuale dell’immobile;
  • elementi da conservare;
  • opere da demolire o rimuovere;
  • nuovi interventi progettati;
  • fasi temporali e alternative progettuali;
  • informazioni documentali ancora da verificare;
  • componenti caratterizzati da differenti livelli di affidabilità del dato.

Questa organizzazione è particolarmente utile nelle ristrutturazioni complesse, nelle quali rilievo, progetto, pratiche edilizie, computi e direzione dei lavori devono mantenere un rapporto coerente con lo stato effettivo dell’immobile.

HBIM per edifici storici e beni culturali

L’Historic Building Information Modeling è rivolto alla conoscenza e alla gestione informativa del patrimonio storico. In questi contesti, la modellazione non consiste nel ricondurre forzatamente l’edificio a componenti standard, ma nel rappresentarne criticamente geometrie, tecniche costruttive, materiali, fasi storiche e condizioni di conservazione.

Il modello HBIM può mettere in relazione:

  • rilievi geometrici e materici;
  • nuvole di punti e acquisizioni fotogrammetriche;
  • elaborati storici e documenti d’archivio;
  • fasi costruttive e trasformazioni dell’edificio;
  • elementi architettonici e caratteristiche tipologiche;
  • fenomeni di degrado e interventi di conservazione;
  • informazioni utili al restauro, alla manutenzione e alla valorizzazione.

L’HBIM diventa così uno strumento di sintesi tra rilievo, ricerca storica, analisi dell’esistente e progetto di restauro.

Digitalizzazione BIM e HBIM del patrimonio costruito

Farre+Stevenson sviluppa modelli informativi di edifici esistenti a partire da rilievi diretti, nuvole di punti, elaborati cartacei, disegni digitali e documentazione d’archivio.

La digitalizzazione non consiste nella semplice trasformazione di un disegno bidimensionale in un oggetto tridimensionale. Prima della modellazione vengono valutate la qualità delle fonti, la precisione richiesta, le eventuali incongruenze documentali e il livello di attendibilità delle informazioni disponibili.

Il modello può essere predisposto per differenti finalità:

  • conoscenza e documentazione dello stato di fatto;
  • progettazione di interventi di recupero e trasformazione;
  • restauro di edifici storici;
  • coordinamento delle discipline specialistiche;
  • produzione e aggiornamento degli elaborati tecnici;
  • programmazione della manutenzione;
  • gestione informativa del patrimonio immobiliare.

Dal rilievo al modello informativo

La qualità del modello dipende innanzitutto dalla qualità e dalla corretta interpretazione dei dati di partenza. Prima di modellare vengono quindi definite le modalità di acquisizione, la precisione necessaria e il rapporto tra quanto è direttamente rilevato, quanto deriva dalla documentazione e quanto deve ancora essere verificato.

Il flusso di lavoro può comprendere:

  • analisi preliminare dell’edificio e della documentazione disponibile;
  • pianificazione del rilievo;
  • acquisizione di misure, fotografie e dati tridimensionali;
  • elaborazione e controllo delle nuvole di punti;
  • ricostruzione geometrica dello stato di fatto;
  • associazione delle informazioni agli elementi del modello;
  • verifica della coerenza tra modello, rilievo ed elaborati prodotti;
  • aggiornamento del modello durante il progetto o il cantiere.

Coordinamento interdisciplinare

Il modello informativo può costituire un riferimento condiviso tra le diverse discipline coinvolte. Architettura, strutture e impianti mantengono modelli e responsabilità distinti, ma possono essere verificati in modo coordinato attraverso procedure di scambio e confronto.

Il coordinamento consente di individuare anticipatamente interferenze geometriche, incompatibilità tra sistemi, carenze informative e criticità che, se rilevate soltanto in cantiere, potrebbero produrre varianti, ritardi e maggiori costi.

Il modello non sostituisce il controllo tecnico dei professionisti: lo rende più strutturato, tracciabile e comprensibile.

Interoperabilità e scambio dei dati

La progettazione BIM deve consentire l’uso delle informazioni anche da parte di soggetti che operano con piattaforme differenti. Per questo lo studio organizza il lavoro prestando attenzione all’interoperabilità, alla chiarezza della struttura informativa e agli obiettivi dello scambio.

In relazione alle esigenze dell’incarico, gli elaborati possono comprendere modelli nei formati nativi concordati, file IFC, disegni DWG, documenti PDF, immagini, abachi e altri dati utili al coordinamento e alla consegna.

Prima dell’avvio dell’attività vengono definite le finalità del modello, i formati richiesti, le modalità di classificazione, il livello di dettaglio geometrico e le informazioni da associare agli elementi.

Modelli BIM esistenti: verifica e aggiornamento

Lo studio può inoltre esaminare modelli già prodotti, verificandone la coerenza rispetto agli elaborati disponibili, allo stato dell’immobile e agli obiettivi per i quali devono essere utilizzati.

L’attività può riguardare:

  • controllo della struttura e dell’organizzazione del modello;
  • individuazione di elementi mancanti o incoerenti;
  • verifica dei riferimenti geometrici e dei livelli;
  • revisione delle informazioni associate agli oggetti;
  • aggiornamento a seguito di rilievi, varianti o lavori eseguiti;
  • predisposizione del modello per nuove fasi progettuali o gestionali.

BIM, progetto e direzione dei lavori

La continuità tra progettazione e cantiere costituisce uno dei principali vantaggi del processo informativo. Il modello può supportare la comprensione delle soluzioni, la produzione dei dettagli, il confronto con le imprese, il controllo delle quantità e la gestione delle modifiche intervenute durante i lavori.

Quando previsto dall’incarico, le informazioni possono essere progressivamente aggiornate per documentare le varianti e lo stato finale dell’intervento, mantenendo una relazione più chiara tra progetto, realizzazione e documentazione conclusiva.

Un servizio calibrato sugli obiettivi dell’incarico

Non tutti gli interventi richiedono lo stesso livello di modellazione o la stessa quantità di informazioni. Un’abitazione, un edificio pubblico, un complesso immobiliare e un bene storico hanno esigenze differenti.

Prima di avviare l’attività vengono quindi definiti:

  • obiettivi e usi del modello;
  • documentazione disponibile;
  • livello di affidabilità dei dati;
  • precisione geometrica richiesta;
  • informazioni da associare agli elementi;
  • elaborati e formati di consegna;
  • modalità di coordinamento e aggiornamento.

Questo consente di costruire un processo proporzionato alla complessità dell’intervento e realmente utile alla progettazione, evitando modelli sovradimensionati o privi delle informazioni necessarie.

Farre+Stevenson Architettura sviluppa servizi di progettazione BIM, HBIM e digitalizzazione del patrimonio costruito per incarichi a Roma, in Italia e all’estero.