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Rifunzionalizzazione dell’ex laboratorio fotografico alla Domus Augustana – Roma 2010


Il progetto ha riguardato la rifunzionalizzazione dell’ex laboratorio fotografico nell’area della Domus Augustana al Palatino, trasformando un manufatto tutelato in uno spazio destinato ai servizi per i visitatori e alle attività di restauro dei materiali archeologici.

Gli ambienti, originariamente utilizzati come laboratorio fotografico, erano stati progressivamente destinati in parte al restauro dei materiali lapidei e in parte al deposito dei reperti archeologici della Soprintendenza.

La nuova organizzazione ha richiesto di conciliare funzioni differenti all’interno di una struttura sottoposta a tutela, intervenendo senza alterarne la configurazione architettonica e mantenendo riconoscibili gli elementi preesistenti.

Recupero funzionale di un manufatto tutelato

L’intervento è stato sviluppato come assistenza alla progettazione architettonica, con particolare attenzione al layout distributivo, alle finiture e alla verifica delle soluzioni attraverso rendering e visualizzazioni tridimensionali.

La rifunzionalizzazione ha previsto la realizzazione di nuovi servizi igienici destinati ai visitatori dell’area archeologica e, contemporaneamente, una migliore organizzazione degli spazi riservati al laboratorio di restauro.

Il progetto non considera le nuove funzioni come elementi separati, ma come parti di un unico sistema distributivo capace di migliorare l’utilizzo quotidiano degli ambienti e il lavoro degli operatori.

Layout distributivo e organizzazione degli spazi

La distribuzione interna è stata studiata per distinguere chiaramente i servizi destinati al pubblico dalle attività tecniche del laboratorio, garantendo condizioni adeguate di utilizzo, accessibilità e gestione.

Le nuove partizioni relative ai servizi igienici sono state concentrate nella parte centrale dell’ambiente voltato. Questa collocazione permette di lasciare libere e leggibili le superfici perimetrali, riducendo l’interferenza tra il nuovo assetto funzionale e la struttura tutelata.

Gli spazi destinati al restauro dei materiali lapidei sono stati riorganizzati attraverso un nuovo layout capace di razionalizzare le attività, le postazioni di lavoro e la collocazione delle attrezzature.

Minimo intervento e reversibilità

Il progetto è basato sui criteri di minimo intervento, compatibilità e reversibilità. Le nuove partizioni sono concepite come elementi autonomi, evitando collegamenti invasivi con le strutture esistenti e limitando le trasformazioni alle sole componenti necessarie per il nuovo utilizzo.

La separazione tra nuove opere e preesistenze consente di preservare l’integrità del manufatto e di mantenere aperta la possibilità di future modifiche o rimozioni senza compromettere la struttura originaria.

Sulle superfici esistenti l’intervento prevede essenzialmente nuove finiture a intonaco, utilizzate sia come completamento degli ambienti sia come strati di sacrificio destinati a proteggere le murature sottostanti.

Finiture e visualizzazione del progetto

Lo studio delle finiture ha accompagnato la definizione del layout distributivo, con l’obiettivo di ottenere ambienti funzionali, facilmente gestibili e coerenti con il carattere del manufatto tutelato.

I rendering sono stati utilizzati come strumento di verifica progettuale per valutare proporzioni, ingombri, rapporti tra nuove partizioni e ambiente voltato, oltre alla percezione complessiva degli spazi prima della realizzazione.

La visualizzazione tridimensionale ha consentito di confrontare le differenti soluzioni distributive e di controllare l’inserimento delle nuove funzioni senza ricorrere a trasformazioni permanenti delle strutture esistenti.

Servizi per la visita e attività di conservazione

L’intervento realizzato riunisce nello stesso edificio due componenti essenziali per il funzionamento dell’area archeologica: l’accoglienza dei visitatori e il lavoro tecnico dedicato alla conservazione dei reperti.

La nuova organizzazione migliora l’utilizzo degli ambienti mantenendo un rapporto misurato tra esigenze contemporanee e tutela, secondo un’impostazione nella quale il progetto architettonico si adatta alla preesistenza senza sovrapporsi ad essa.

Dati del progetto

Luogo
Ex laboratorio fotografico, area della Domus Augustana, Palatino, Roma
Anno
2010
Tipologia
Rifunzionalizzazione di un manufatto tutelato in area archeologica
Ruolo dello studio
Assistenza alla progettazione architettonica
Attività
Layout distributivo, nuovi servizi per i visitatori, riorganizzazione del laboratorio di restauro, studio delle finiture, rendering e visualizzazione tridimensionale
Ente di riferimento
Soprintendenza Archeologica di Roma
Stato
Realizzato

Competenze collegate

Il progetto ha coinvolto i seguenti ambiti di competenza:



Allestimenti/Musei