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Copertura per gli Auditoria di Adriano – Roma 2014


La proposta per la copertura degli Auditoria di Adriano trasforma la protezione del sito archeologico in un dispositivo di visita: una struttura leggera e reversibile, due passerelle accessibili e una strategia microclimatica passiva integrate nel paesaggio monumentale di piazza Madonna di Loreto.

Rinvenuto durante le indagini archeologiche legate alla realizzazione della Metro C, il complesso pubblico di età adrianea conserva due aule rettangolari con gradonate affrontate, pavimentazioni in marmi policromi, murature in laterizio e parti delle antiche volte. La configurazione degli ambienti e il loro carattere monumentale hanno portato a riconoscere nel sito gli Auditoria di Adriano, collegati alle attività culturali, retoriche e pubbliche dell’Athenaeum imperiale.

Il progetto nasce dalla necessità di conciliare conservazione, fruizione, sostenibilità e reversibilità, inserendo una nuova copertura nel delicato rapporto urbano tra piazza Madonna di Loreto, piazza Venezia, la chiesa di Santa Maria di Loreto e il Vittoriano.

Protezione archeologica e microclima passivo

Le superfici archeologiche sono esposte agli effetti dell’acqua, della risalita capillare, delle variazioni stagionali e delle oscillazioni di temperatura e umidità tra giorno e notte. La copertura è stata quindi concepita per proteggere i resti dalla pioggia, dal forte irraggiamento solare e dalle correnti d’aria, evitando brusche alterazioni delle condizioni ambientali.

Lo spazio non viene completamente sigillato. Il controllo del microclima è affidato a soluzioni architettoniche passive, capaci di attenuare le variazioni termoigrometriche senza ricorrere a sistemi meccanici di climatizzazione. Questa impostazione riduce il rischio che un eventuale malfunzionamento impiantistico possa compromettere lo stato di conservazione dei reperti.

La superficie trasparente è costituita da una doppia stratigrafia di policarbonato compatto. Rispetto al vetro, il materiale consente di ridurre il peso della copertura, filtrare la radiazione ultravioletta e limitare gli effetti dell’irraggiamento solare sulle strutture antiche.

La passerella come dispositivo di osservazione

La trasparenza della copertura avrebbe potuto produrre riflessi, abbagliamento ed effetti di specchiatura, rendendo difficile osservare gli ambienti archeologici dall’alto. Per risolvere questo problema il progetto separa la superficie di protezione dal percorso dei visitatori.

Due passerelle longitudinali reinterpretano in chiave contemporanea gli antichi corridoi di servizio delle aule e mettono in relazione i fronti orientale e occidentale del sito. Il percorso, largo 1,80 metri e con una pendenza del 6%, è accessibile anche alle persone con mobilità ridotta.

Dal livello della piazza la passerella scende progressivamente fino a circa un metro sotto il piano stradale. L’abbassamento porta il punto di osservazione al di sotto della superficie trasparente della copertura, sottraendolo ai fenomeni di riflessione e abbagliamento e permettendo una lettura ravvicinata degli spazi archeologici in differenti condizioni di luce.

Il movimento lungo il percorso costruisce una percezione dinamica del sito: il visitatore attraversa le aule, osserva le gradonate e riconosce l’organizzazione originaria degli ambienti senza entrare in contatto con le superfici antiche.

Struttura leggera, indipendente e reversibile

Il sistema portante utilizza travi principali in acciaio ed elementi secondari in legno lamellare e acciaio. La passerella partecipa all’organizzazione strutturale collegando le diverse componenti e consentendo di limitare le luci delle travi a un massimo di circa undici metri.

Tutte le nuove strutture sono indipendenti dai resti archeologici. Sostegni, collegamenti e materiali sono studiati per evitare interazioni meccaniche o chimiche con le preesistenze, preservando la possibilità di rimuovere o modificare l’intervento senza alterare il monumento.

Le acque meteoriche vengono raccolte e convogliate lungo il perimetro. I cordoli in travertino schermano le componenti strutturali e svolgono contemporaneamente la funzione di canalizzazione, integrando protezione, dettaglio costruttivo e inserimento urbano.

Luce, conservazione e fruizione notturna

Il progetto illuminotecnico utilizza la luce come strumento di lettura dello spazio antico. Passerelle e copertura accolgono corpi illuminanti e alimentazioni, evitando di impegnare direttamente l’area archeologica e facilitando le operazioni di ispezione e manutenzione.

Gli apparecchi a LED, regolabili nell’intensità e nei toni del bianco, permettono di differenziare la percezione delle gradonate, delle murature e delle pavimentazioni. Il controllo dell’abbagliamento, della radiazione ultravioletta e delle emissioni infrarosse concilia qualità visiva e tutela delle superfici.

Durante la notte l’illuminazione rende percepibile la profondità dello scavo nel contesto urbano di piazza Venezia, trasformando la copertura in una presenza discreta attraverso la quale riconoscere l’articolazione dell’antico complesso.

Un nuovo segno nel paesaggio di piazza Venezia

Il volume della copertura emerge per circa 1,20 metri dal livello della piazza, mantenendo un profilo contenuto rispetto agli edifici e ai monumenti circostanti. La trasparenza della superficie, l’andamento delle passerelle e il bordo in travertino costruiscono un intervento contemporaneo riconoscibile, ma subordinato alla lettura del sito archeologico.

La proposta non ricostruisce l’architettura perduta. Riprende invece la logica distributiva degli antichi ambienti e la traduce in un nuovo sistema di protezione e visita, capace di mettere in relazione conservazione archeologica, accessibilità, luce e spazio pubblico.

Dati del progetto

Luogo
Auditoria di Adriano, piazza Madonna di Loreto, Roma
Anno
2014
Tipologia
Concorso di idee per la copertura e la valorizzazione di un’area archeologica
Ruolo dello studio
Capogruppo del gruppo di progettazione
Attività
Concept architettonico, copertura, passerelle e accessibilità, struttura e materiali, protezione microclimatica passiva, gestione delle acque e integrazione illuminotecnica
Consulenze specialistiche
Archeologia, conservazione e microclima, illuminotecnica
Ente banditore
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
Superficie di intervento
Circa 790 m²
Stato
Proposta presentata al concorso di idee

Competenze collegate

Il progetto ha coinvolto i seguenti ambiti di competenza:



Allestimenti/Musei Paesaggio